Più scavi in questo Governo Napolitano III e più resti abbacinato dalla pochezza che lo caratterizza. Per chi crede che Berlusconi sia ormai sullo sfondo, segnalo – oltre ad Orlando alla Giustizia e a quei minuti di chiacchierata privata tra il maestro Silvio e l’allievo Matteo – la presenza della nota bolscevica Guidi allo Sviluppo Economico con delega alle Comunicazioni. Pochi giorni fa Federica Guidi – convinta fan del nucleare come il Ministro dell’Ambiente Galletti – era ad Arcore, forse per parlare anche di una sua candidatura alle Europee in Forza Italia. La sua azienda di famiglia, la Ducati Energia, sta spingendo disinvoltamente sulla delocalizzazione in Europa dell’Est, Estremo Oriente e America Latina. E sempre la sua azienda di famiglia serve Enel, Poste e altre aziende pubbliche. La Guidi si è dimessa
dalle sue cariche, ma il conflitto di interessi resta evidente (Alberto Crepaldi lo spiega chiaramente qui). La Ducati Energia opera in tutti i settori controllati dal ministero: energia elettrica, eolico, elettronica, meccanica di precisione. Fornisce i suoi prodotti anche ai grandi gruppi pubblici di cui lo Stato è ancora azionista di maggioranza o di riferimento, attraverso il ministero del Tesoro: Enel, Poste, Ferrovie dello Stato. Renzi ha appena cominciato e già dovrebbe dimettere un suo ministro, che dimostra peraltro in maniera evidente come anche Berlusconi e Verdini – grande supporter di Renzi – appoggino il governo.
Matteo Peppo Pig giurava che la scuola era un luogo nevralgico, che era un ministero chiave, che “la scuola è il terreno sul quale si gioca il futuro del nostro Paese”. Ecco: quel “ministero chiave” è stato usato – lo ricorda bene Luca Sofri, non certo un antirenziano – come mero mercanteggiamento di poltrone. Si è usata la Pubblica Istruzione per dare il contentino a quel che resta dei montiani, con l’unico scopo di garantirsi la maggioranza al Senato. E menomale che a Renzi la scuola sta molto a cuore: figuriamoci se gli stava sulle palle.Il Fatto Quotidiano 23.02.2014




