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Sulle coop imbarazzi e silenzi dei ministri

giovanna-melandriPIOGGIA DI INTERROGAZIONI DEI CINQUESTELLE, CHE CHIEDONO UN’ISPEZIONE ALLA ONLUS HUMAN FOUNDATION DELLA MELANDRI.

Pioggia di interrogazioni del Movimento 5 Stelle in Parlamento su Mafia Capitale. Tre solo nella giornata di ieri. Ma le risposte dei ministri lasciano molto a desiderare. Imbarazzo, silenzi e pochi fatti concreti. Nonostante i poteri ispettivi che la legge dà al governo. La prima, al question time a Montecitorio, sulla cooperativa 29 giugno presieduta da Salvatore Buzzi. Le altre due in commissione Affari sociali: sul Cara di Mineo, il grande centro di accoglienza immigrati in provincia di Catania, e sull’Onlus Human foundation di Giovanna Melandri. In entrambe è stato consulente Luca Odevaine, l’ex capo di gabinetto di Veltroni, finito in manette nell’inchiesta sulla Terra di mezzo. “Da tempo in Parlamento Giulia Grillodenunciamo la mancanza di regole per onlus e cooperative che porta questi soggetti a essere a rischio d’infiltrazioni mafiose. Sono dovuti arrivare gli arresti per dimostrare la fondatezza delle nostre tesi”, spiega la deputata Giulia Grillo.
 IL PROBLEMA, secondo i 5Stelle, è la mancanza di leggi per regolare il mondo della cooperazione cui lo Stato delega molti servizi con appalti milionari. A fronte, peraltro, di una tassazione agevolata, tanto che qualcuno parla di un regime di concorrenza sleale nei confronti delle altre imprese. “Nel mondo delle coop girano un sacco di soldi, è normale che facciano gola alla criminalità. Molte di esse di non profit non hanno più nulla e agiscono come vere imprese private. Per questo occorre al più presto disciplinare questo settore”, continua la deputata grillina. Secondo cui “i partiti, da destra a sinistra,
sono stati conniventi in questa degenerazione”. Giulia Grillo, nella sua interrogazione, ha chiesto al ministro del Lavoro Poletti di effettuare un’ispezione presso la Human Foundation, che vede tra i soci fondatori Stefano Bravo, ritenuto dagli inquirenti il commercialista di mafia capitale, l’uomo esperto nel riciclaggio di denaro della banda di Massimo Carminati.
Nell’interrogazione si chiede conto anche di un presunto conflitto d’interessi della fondatrice della onlus, Poletti_BuzziGiovanna Melandri, a causa dei suoi numerosi incarichi politici ricoperti nel corso
degli anni. Marialucia Lorefice, invece, ha chiesto chiarimenti al ministro dell’Interno sui presunti appalti pilotati al Cara di Mineo. “Vogliamo sapere se il Viminale era a conoscenza dei profili di conflitto d’interesse e di inopportunità dei ruoli nella vicenda da parte dell’eurodeputato Giovanni La Via e del sottosegretario alle Politiche Agricole Giuseppe Castiglione, entrambi in quota Ncd”, ha detto. Infine, in aula a Montecitorio, Massimo Baroni ha chiesto al ministro dello Sviluppo economico Federica Guidi perché non è stata avviata un’ispezione da parte del ministero nei confronti della cooperativa 29 Giugno. “Le ispezioni partono quando riceviamo segnalazioni. Ora, vista la gravità dell’inchiesta, verranno avviate”, la risposta del ministro.
MA L’OFFENSIVA grillina si fa sentire anche in Regione Lazio, dove Valentina Corrado ha presentato un’interrogazione per avere chiarimenti sull’affidamento dell’appalto di manutenzione degli uffici della Regione, per oltre un milione e 300 mila euro, a due società coinvolte nell’inchiesta. “La gara è stata gestita dalla Consip e non dalla Regione”, è stata la risposta giunta dagli uffici di Zingaretti.

di Gianluca Roselli
Il Fatto Quotidiano 18.12.2014

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