edizione: mer, Mar 5th, 2014

S-parlando di turismo

Questo sì che è un bel progetto: unire solidarietà e sviluppo territoriale. Bisognerebbe prendere esempio dalle realtà circostanti, vista la capacità che hanno dimostrato di “inventare” e FARE percorsi turistici dal nulla. Dopo “Il grande spettacolo dell’acqua” che, tra l’altro, ha come tema centrale la vita del nostro caro San Gerardo (che qui da noi riposa in pace, beatamente DIMENTICATO!), il comune di Monteverde ha ricevuto un cospicuo finanziamento che, in buona parte, verrà utilizzato per l’abbattimento delle barriere architettoniche in modo da renderlo “un paese accessibile” ai diversamente abili. Che orgoglio se la nostra amministrazione, nel suo “FARE TURISMO” (a chiacchiere), avesse preso in considerazione il potenziamento di un turismo già presente ma abbandonato a sé stesso da troppo tempo. No, qui l’unica risorsa individuata dai nostri amministratori è la realizzazione della Pavoncelli Bis: bar, alberghi, ristoranti ect ne trarranno beneficio e l’economia locale potrà dare un sospiro di sollievo. Sembra quasi una barzelletta ma, purtroppo, non lo è.
A Caposele si s-parla di turismo religioso ( finché dura!), si s-parla di turismo ambientale (Pavoncelli Bis permettendo…), si s-parla di turismo culturale (ma de che?)… insomma, si S-PARLA perché da noi “Chiacchiere vol’ la zita!”

 Monteverde paese accessibile. Finanziato dalla Regione il progetto per disabili

Castello aragonese di Monteverde (Av)

Molti dei fondi ottenuti attraverso il Por Campania saranno spesi per abbattere le barriere architettoniche

Tra i progetti più interessanti e lungimiranti approvati e finanziati nell’ambito del POR Campania FESR 2007-2013, quello presentato dagli amministratori di Monteverde, con a capo Franco Ricciardi, merita sicuramente particolare encomio, perché al centro dell’attenzione è stato posto, esempio più unico che raro in una Italia alquanto indifferente alle problematiche dei più deboli, la tematica della “diversa abilità”. Non per caso il titolo del progetto è “Monteverde, un paese accessibile”. Molta parte dei fondi saranno infatti destinati all’abbattimento delle barriere architettoniche in un agglomerato urbano che ha conservato la sua struttura altomedievale, con vicoli e vicoletti che s’inerpicano lungo i fianchi aspri dei due colli che guardano in volto il Vulture, la valle dell’Ofanto e le sconfinate pianure del Tavoliere pugliese, giungendo, in un percorso tortuoso e suggestivo, allo splendido Castello. Una categoria di persone, quella dei diversamente abili, molto cara ai monteverdesi, che ogni anno organizzano il “Meeting Nazionale delle Diverse Abilità”. Per tre giorni, in estate, le strade si animano di varia umanità in condizioni di forte disagio: persone inchiodate alle carrozzelle, paraplegici, tetraplegici, portatori della Sindrome di Down, persone deprivate degli arti inferiori o superiori, qualche ammalato di sclerosi multipla e di sclerosi laterale amiotrofica. Ma non si tratta di una permanenza inattiva, perché ogni anno vengono organizzate gite in canoa sul lago San Pietro, eventi ludico – culturali di varia sorta, interazione diretta con i cittadini, visite alle realtà produttive artigianali contadine, visite a fattorie agricole “accessibili”, con contatto diretto con gli animali e con mungitura delle mucche e “cagliata” del latte, in un crescendo di attività cui solo un diversamente abile, affamato di vita, può stare dietro. Ma la vera chicca del progetto, che rende Monteverde un unicum nel panorama nazionale, è nella creazione di un percorso turistico per ipovedenti e non vedenti che si fonda sulle capacità di percezione sinestetica del reale da parte di il-grande-spettacolocoloro i quali hanno perduto o non hanno mai posseduto il bene prezioso della vista. A quel che consta dalla letteratura tematica, un solo esperimento in tal senso è stato posto in essere anni or sono nella nostra Penisola, precisamente a Pompei, ma, per l’appunto, tale iniziativa non ha superato la fase embrionale. Quel che si intende fare, a Monteverde, è predisporre apparati sonori, quali i totem, ma anche talliti e olfattivi, perché i non vedenti possano “vedere” ciò che li circonda per il tramite degli altri sensi, in maniera tale che l’immagine dei luoghi possa disegnarsi nella loro mente, come dimostrano i più recenti studi internazionali in campo neurologico, a cominciare da quelli dello scienziato americano Paqual Leone. Si tratta di una progettualità estremamente ambiziosa, che accomuna allo spirito di solidarietà anche istanze di sviluppo territoriale. E’ infatti prevista la creazione di luoghi di accoglienza, con camere a misura di diversamente abile, in maniera tale che possa generarsi un flusso turistico tematico costante, non limitato alla sola bella stagione, fondato su un circuito integrato di valorizzazione degli ingenti beni culturali ed ambientali, adattati alle necessità dei diversamente abili, con le più prosaiche ma necessarie esigenze di assistenza agli stessi. Il primo cittadino Franco Ricciardi non nasconde affatto la sua soddisfazione. <<E’ una conquista – afferma – dell’intera comunità di Monteverde, che per ben sette anni ha collaborato attivamente e nel segno del volontariato al farsi progressivo del progetto, sulla scorta delle esperienze maturate accanto ai diversamente abili. E Monteverde è stata in questa occasione premiata con l’erogazione di ben 4.450.000,00 euro, che ci consentiranno di sperare in un futuro sicuramente migliore>>.

di Miche Miscia
Ottopagine 05.03.2014

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