edizione: sab, Giu 27th, 2015

Petrolio, nessuno decide. Il comitato torna all’attacco

Eduard Natale e Carlo SibiliaNatale: manca un piano energetico regionale

<<Il nostro nemico è il carbone>>. Lo ha detto Matteo Renzi agli Stati Generali sul clima di lunedì scorso, <<fra 40 0 50 anni avremo bisogno di andare ben oltre la lotta contro il carbone, ma per arrivarci dobbiamo essere capaci anche di dire le cose come stanno, cioè che le rinnovabili da sole non bastano>>. Parole che in Irpinia sono state accolte come un’apertura ulteriore, se ce ne fosse stato ancora bisogno dopo lo ‘Sblocca Italia’, ai progetti di ricerca petrolifera, in primis quello sul pozzo Gesualdo-1. Abbiamo chiesto un parere a Eduard Natale del comitato ‘No Petrolio in Alta Irpinia’. Mentre Renzi pronunciava queste parole, è stato affisso il manifesto ‘NO OIL’. E il premier: <<So che tra molti di voi ci sono perplessità per alcune norme che sono contenute nello Sblocca Italia…>>.
Che si sente di dire Natale? <<Basta guardare alla Basilicata per rispondere>>. L’ENI, afferma, in No-petrolio-Irpinia-al-centro-olio-di-Viggianoquesto momento sta acquistando i terreni dei cittadini nei pressi degli stabilimenti: <<Mi ha colpito un’espressione: ‘migranti ambientali’. Cioè coloro che abbandonano un territorio perché vessato dall’inquinamento. Ai lucani conviene vendere: prendono più del valore reale e si accontentano pensando che ormai il danno è fatto>>.
Per Natale a mancare, in tutta questa storia, sono i piani energetici reali e concreti a livello regionale: <<Renzi dice che il carbone non è più conveniente? E grazie! Ma perché non fare almeno un piano energetico campano. Ad esempio, l’eolico a Bisaccia. Il comune non ne usufruisce per nulla. L’energia elettrica viene venduta e a guadagnare sono solo coloro che hanno messo le pale. E se smetteranno di funzionare? Come sfruttare l’energia prodotta? Con un piano tutte queste cose sarebbero previste>>. Ma dove si vuole arrivare? <<Il Governo italiano, questo come altri, non ha mai ben specificato come muoversi sull’energia. A livello nazionale esistono dei piani, ma sono inefficaci perché poco chiari e poco ricerche-petrolifere gesualdoconcreti. Ad esempio, la Basilicata ‘distretto petrolifero’? Lo è, il punto è però capire che direzione prendere quando l’agricoltura, turismo e petrolio convivono. Una convivenza impossibile. Lo si vede appunta dal fatto che ENI acquista i terreni valutandoli più del reale>>. Il rischio quindi per Natale è che una situazione del genere si configuri anche in Irpinia, ha prevalso la ‘non decisione’: <<Per non scontentare nessuno, per il consenso. Il processo è graduale. Adesso in Basilicata ENI sta diventando proprietaria dei terreni. E, se è vero che a livello di piano energetico non si ha una direzione, su quello sostanziale è così>>. Per Natale <<formalmente un Governo può dichiarare la direzione energetica da dare a un territorio. In Irpinia no, proprio perché ci si metterebbe definitivamente contro chi fa, un esempio per tutti, agricoltura di qualità. Penso ai produttori dei nostri vini d’eccellenza. Oggi molti stranieri vengono ad acquistarli e in grandi quantità. Se e quando iniziassero le estrazioni, li comprerebbero comunque>>?
Interrogativi inquietanti che esigono risposte.

Redazione
Il Quotidiano del Sud 27.06.2015

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