edizione: ven, Apr 20th, 2018

Con la sentenza sulla trattativa Stato-Mafia muore la Seconda Repubblica

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Questa è una sentenza Storica. La Corte di Assise di Palermo ha condannato a pene comprese tra 8 e 28 anni di carcere per la trattativa tra pezzi dello Stato e Cosa nostra gli ex vertici del Ros Mario Mori, Antonio Subranni e Giuseppe De Donno, l’ex senatore Marcello Dell’Utri, Massimo Ciancimino e i boss Leoluca Bagarella e Antonino Cinà.

La sentenza della Corte di assise di Palermo di oggi dimostra che intere frange delle istituzioni dello Stato e della politica hanno avuto un ruolo criminale nella storia del nostro Paese. 
Dimostra pure che la scellerata disponibilità di alti ufficiali dell’Arma dei carabinieri e di esponenti di vertice del partito-azienda Forza Italia al fine di accordarsi con la più pericolosa organizzazione criminale operante in Italia alla fine della prima Repubblica, ha avuto un effetto deleterio pagato con il sangue di inermi vittime a via D’Amelio il 19 luglio 1992 e a Firenze e Milano nel 1993.

Mai come oggi, assumono forza le parole gridate da centinaia di migliaia di cittadini e cittadine italiane dal 1992 ad oggi: fuori la mafia dallo Stato!

Non possiamo che esprimere profonda gratitudine al pool di magistrati di Palermo che ha formulato l’accusa e che da 5 anni ha subito le più feroci polemiche, isolamento e attacchi.

“Hanno detto che ci siamo mossi per finalità eversive, nessuno ci ha difeso. Abbiamo cercato solo la verità” ha detto il Dott. Di Matteo alla fine della sua requisitoria e noi, oggi, lo ringraziamo perché grazie alla perseveranza sua e dei suoi colleghi (Vittorio Teresi, Francesco Del Bene e Roberto Tartaglia) , oggi sappiamo che la verità non può essere sepolta in questo paese.

Il Movimento 5 Stelle fin dall’inizio si è speso a tutela del lavoro dell’Autorità giudiziaria di Palermo nel processo sulla trattativa Stato-mafia, difendendo l’operato sia del pool della Procura della Repubblica sia della magistratura giudicante.

La sentenza di oggi rende omaggio alla memoria di Giovanni Falcone, Paolo Borsellino e di tutti coloro che hanno lottato a prezzo della vita per annientare i legami fra Cosa Nostra e le istituzioni dello Stato e di quei cittadini che sono stati uccisi e feriti dalle stragi che della trattativa fra Stato e mafia sono state il frutto avvelenato.

Anche per questo, con il conforto di una sentenza emessa da giudici terzi e imparziali, oggi bisogna voltare pagina nella storia dell’Italia e abbandonare un passato fatto di accordi scellerati che hanno visto partecipi anche ambienti politici tuttora attivi nel tentativo di condizionare il clima istituzionale e nell’impedire il cambiamento rispetto a quel passato oscuro, forze che dal clima di contiguità fra apparati istituzionali e mafie hanno tratto la loro intera esistenza. 

È arrivato il momento del cambiamento vero!

di Giulia Sarti

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